Si è svolta il 24 maggio 2015 a Torino la visita guidata alla mostra di TAMARA DE LEMPICKA organizzata dall’Associazione Amici dei Musei di Vercelli.
Come consuetudine viene redatto un breve resoconto delle impressioni che la visita ha suscitato, compito questo assolto già da tempo egregiamente dalla nostra associata Teresita Rosso alla quale vanno i nostri ringraziamenti.
Alla “Ragazza in verde” con la sua figura di ragazza attraente, fasciata da uno svolazzante abito verde che ne esalta il corpo è affidato il compito di condurci per mano alla scoperta del fascino di un’artista cosmopolita, mondana e trasgressiva.
La ragazza esprime una singolare assonanza tra seduzione appena accennata ed un erotismo artificiale, tanto da apparire autentica e innaturale, umana e artefatta insieme.
E’ l’emblema della pittura di Tamara, scandalosa e seducente, fatta di volti definiti da ombre nette, da accostamenti cromatici caldi, da volumi scultorei che nascondono una malinconia che tradisce un disagio psicologico, forse il disagio di un mondo moderno.
Ma chi era Tamara de Lempicka? Il mistero e il fascino intorno alla sua personalità si vedono sin dalla nascita: 1898 o 1902? Varsavia o Mosca? Fascinoso il mistero che crea intorno alla sua figura.
Indipendente, spregiudicata, determinata Tamara vive nel nome della sua arte e si nutre del suo talento.
L’esposizione penetra nei mondi privati dell’artista, ne racconta i viaggi, le case, gli amori anche quelli più trasgressivi, i suoi matrimoni, i festini, i legami con Hollywood, con il mondo della moda e il soggiorno a Houston con la figlia, sua principale antagonista colpevole di minare la sua figura di donna totalmente autonoma sempre al centro del tempo e dello spazio artistico.
Tanto eccentrica da chiedere che le sue ceneri venissero sparse alla sua morte avvenuta nel 1980 sopra un vulcano messicano.
Il percorso di vita e di arte di questo strano e affascinante personaggio che ha attraversato quasi un secolo, ancora ci stupisce. Sarà anche perché era una donna, sarà perché era dichiaratamente trasgressiva e ambigua sarà perché ci piace indagare nella vita avventurosa o raccontata come tale da un’ artista che come lei stessa disse…: Ho cercato di vivere …una vita affrontata con coraggio, nel nome della modernità…
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