Grazie a Andrea Fossale per la conferenza “Perchè non avresti potuto farlo anche tu…”

duchampVenerdì 10 giugno 2016 è stata presentata, presso il Piccolo Studio dell’Abbazia di Sant’Andrea, la conferenza “Perché non avresti potuto farlo anche tu…” tenuta dal dott. Andrea Fossale.

Il pubblico è intervenuto numeroso a questo evento, complice anche il titolo della conferenza che incuriosiva e invogliava la discussione, confermando ancora una volta la vivacità dell’arte e la volontà dei fruitori a capirne i risvolti e l’ideologia per poter meglio comprendere i percorsi formativi che portano alla nascita di un’opera contemporanea.

L’Associazione Amici dei Musei di Vercelli anche in questa occasione ha saputo scegliere un oratore preparatissimo, sia dal lato artistico – il nostro presidente lo ha introdotto con una breve lettura del suo curriculum che nonostante la giovane età è già ben corposo – sia dal lato tecnico: infatti la presentazione computerizzata di corredo alla sua fluente dialettica è stata superlativa.

In poco più di un’ora, con la continua attenzione del pubblico tenuta costantemente a livelli altissimi, Andrea Fossale è riuscito a introdurre e spiegare cosa si intende per Arte – attività che troviamo esclusivamente nel genere umano – e i suoi ruoli nel settore  sociale, politico, religioso, e come nell’arco dei secoli questa attività artistica abbia cambiato i mezzi tecnici ed espressivi, in particolare quando si è dovuta confrontare con l’invenzione della fotografia.

Infatti è con l’avvento della fotografia che l’arte, non più vincolata dall’obbligo di rappresentare la realtà, ha subito il maggior “balzo in avanti” (alcuni, anche grandi collezionisti, dissentono e correggerebbero in “balzo indietro“): l’artista ha iniziato non più a considerare opera d’arte il manufatto in sé ma piuttosto l’idea che lo ha generato.

lucio_fontana_concetto_spazialeAlla frase “Questo potevo farlo anch’io…” che probabilmente molti di noi hanno pronunciato davanti a opere come potrebbero essere quelle di Lucio Fontana (i “famosi” tagli nella tela, quasi un’icona dell’arte concettuale d’oggi) o a qualche installazione con bottiglie di plastica, Andrea Fossale ha replicato argomentando in modo che si arrivasse a “Perché non avresti potuto farlo anche tu…”, non tanto per convincere le persone scettiche a cambiare opinione, ma quanto per fornire una maggiore chiave di lettura necessaria per comprendere l’arte contemporanea in modo che si possa apprezzarla o contestarla con cognizione di causa.

Durante lo svolgersi della conferenza abbiamo appreso che l’arte concettuale ha abbandonato tela e pennelli prediligendo oggetti e composizioni che nulla hanno a che fare con il concetto o l’estetica dell’Arte espressa e riconosciuta nell’ambito delle Arti Visive Tradizionali.

Andrea Fossale e Pier Luigi Pensotti, Presidente dell'Associazione Amici dei Musei di VercelliSovente un “artista” concettuale mette in mostra sé stesso e le sue idee, utilizzando qualsiasi elemento solido, liquido, spazi vuoti o pieni, arrivando anche a prediligere il gusto per l’abiezione e per l’orrore, il fascino per i fluidi corporei, il sangue, il liquido seminale, l’urina, gli escrementi, il muco nasale, l’effetto ipnotico per l’automutilazione o la mostruosità in un’estetica del disgusto, unico dato caratteristico dell’evoluzione dell’arte concettuale che sembra verificarsi in questo nuovo millennio.

Opere d’arte quindi legate al pensiero a cui ultimamente si affiancano quelle legate all”evento“, cioè esperienze artistiche che non producono opere “fisiche“, ma solo “eventi” temporalmente limitati, la cui traccia rimane solo nella testimonianza, fotografica, filmica o altro, dell’evento stesso: un ulteriore passo in avanti (o indietro, dipende dai punti di vista!) che senz’altro farà parlare i critici negli anni a venire.

2016-06-10 21.02.26La conferenza si è conclusa con le risposte di Andrea Fossale a domande specifiche da parte del pubblico riguardo il tema – probabilmente molto spinoso e discusso, oltre che discutibile – delle quotazioni delle opere d’arte contemporanee che raggiungono livelli altissimi, non si sa quanto dovuti alla speculazione o al reale valore dell’opera (anche se è senz’altro difficile valutare in denaro un’opera d’arte, un po’ come non si può dare un valore economico alla vita di una persona).

Un “Grazie, a presto” al bravissimo Andrea Fossale per la sua prima conferenza pubblica e i rinnovati complimenti per l’interessante esposizione: forse non avrà convinto tutti su “Perché non avresti potuto farlo anche tu…” e alcuni continueranno ad affermare “Questo lo potevo fare anch’io…“, ma senz’altro tutti avranno maggiore desiderio di comprendere ciò che vedono e alcuni mezzi in più per farlo.

Marco Mattiuzzi

 

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